Le sei isole dell’arcipelago, costituite Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, sono una sorta di summa naturalistica, in cui la vegetazione e la composizione rocciosa variano notevolmente. Gorgona, la più piccola, è coperta di pinete e macchia mediterranea, vi si ammirano i resti di una villa romana e una rocca pisana. Capraia è di origine vulcanica, solcata da numerosi corsi d’acqua chiamati vada.
Ricca di specie botaniche rare, ha un solo centro abitato, Capraia isola, dominata dalla fortezza di S. Giorgio, costruzione genovese del XV secolo. Pianosa è, a differenza delle sorelle, un fazzoletto di terra pianeggiante, un tempo sede di un penitenziario, anche qui sono visibili i resti di una villa romana del XII secolo a.C., del porto e di un obelisco.
Selvaggia e granitica Montecristo è una riserva naturale terrestre, su cui ancora si scorgono le tracce del tentativo ottocentesco di coltivazione inglese. Sull’unico approdo, cala Maestra, sorge la Villa reale, costruita nell’Ottocento e ora in rovina.
una stradina in salita conduce all’ex monastero abbandonato, a causa delle incursioni corsare.
Il Giglio è la seconda isola dell’arcipelago, ed emerge di fronte all’Argentario, da cui dista solo 14 km. Deve il suo nome non al fiore ma alle capre, in greco Igilion, che la popolano selvatiche. Tre gli abitati: Giglio Porto, sorto sul porto dei romani, Giglio Castello, pittoresco borgo dominato dalla Rocca pisana, ristrutturata nel XVII secolo, con la trecentesca chiesa di S. Pietro Apostolo e
Giglio Campese.
Infine Giannutri, a forma falce che le valse la dedica a Diana, dea delcaccia.Significativa per i resti di un porto romano e della villa dalle colonne corinzie, dei Domizi Enobarbi,del I secolo a.C.
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