Il Museo della Tecnica Elettrica, situato alle porte della città di Pavia, in una zona quasi interamente occupata dalle facoltà scientifiche dell’ateneo pavese e dai collegi universitari. L'Università di Pavia possiede un eccezionale patrimonio di beni culturali, accumulati e conservati nel corso della sua lunga storia. Si tratta infatti di un ateneo di antica fondazione: il primo Studium Generale venne fondato da Carlo IV nel 1361 e da quel momento l'Università fu in continua espansione, attraversando periodi di grande fioritura, soprattutto nel Quattrocento, quando Ludovico il Moro destinò allo Studium un palazzo in Strada Nuova e nell'Ottocento, dopo la riorganizzazione dovuta a Maria Teresa d'Austria, che chiamò illustri scienziati tra cui Volta, Spallanzani, Scarpa. Nel corso dei secoli si sono quindi costituite a Pavia numerose ed importanti collezioni di interesse storico-scientifico, gran parte delle quali esistono ancora. Dall’architettura moderna che richiama lo stile post industriale, il museo è un edificio immerso nel verde della campagna lombarda. Esso si inserisce in un più ampio progetto che, nell’ambito dell’organizzazione del Sistema Museale di Ateneo, darà origine in loco al “parco dei musei scientifici”.
Dedicato ai vari percorsi delle applicazioni dell’elettricità dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, il Museo con i suoi 1400 mq ed i vari exhibit interattivi costituisce il luogo ideale per ospitare la mostra “Albert Einstein. Ingegnere dell’Universo”, dal 1° novembre 2005 al 31 gennaio 2006. Proprio il padre di Einstein gestì, prima in Germania e poi in Italia, a Pavia e Milano, una società di impianti di illuminazione elettrica, realizzando prodotti elettrici di vario tipo: dinamo, motori elettrici, apparati di misura, un’esclusiva lampada ad arco, interruttori, e così via.
Inoltre, il museo vanta collezioni di notevole interesse: la Collezione storico-didattica del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, nata da donazioni di società elettriche pubbliche e private, di società industriali e di costruttori italiani e stranieri; la Collezione ENEL costituita da oggetti messi a disposizione da centrali e impianti di tutta Italia e la Collezioni SIRTI che testimonia la storia della telefonia in Italia e nel mondo.